Oggi, quando si parla di umorismo, si ha l'impressione di camminare su un pavimento di cristallo. Il timore di eccedere, di urtare sensibilità ormai giunte al limite della permalosità, rappresentano dei confini sempre più stretti. L'impressione è che oggi si rida meno e ci si arrabbi di più; non ci si prende in giro, anche attraverso una battuta, ora tacciata come espressione di un atteggiamento passivo-aggressivo (mentre l'aggressività, nel mondo reale, esplode in varie forme e manifestazioni. Mentre, come detto, ci si prende meno sul serio e si vive nel sospetto che gli altri ci prendano solo in giro, anche quando scherzano).
Poi leggi "Polpa di Lime" (Independently Published) e ti sembra di iniziare a scivolare su questo pavimento, non più fragile, ma veicolo di un viaggio che accompagna chi legge in una dimensione tanto leggera quanto ridanciana. Un plauso a Ivan Doglio: perché ridere, di questi tempi, e farlo bene sembra sempre più un lusso.
Visualizzazione post con etichetta Achille Campanile. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Achille Campanile. Mostra tutti i post
Iscriviti a:
Post (Atom)
