La sua
parola nasce dallo sguardo, la sua scrittura parte dal concetto imprescindibile di impegno:
Yuleisy Cruz Lezcano, autrice che ho già avuto l'onore di intervistare in merito alla raccolta poetica
"Di un'altra voce sarà la paura", incentrato sul
femminicidio (clicca qui) torna alla ribalta con un nuovo libro.
"Crimini della Sicurezza" (Il Ponte Vecchio) si focalizza su una questione tanto tragicamente attuale, quanto delicata, ponendosi l'obiettivo di fornire una testimonianza partendo dalle persone, vittime di incidenti nel luogo di lavoro.
Luana D’Orazio, Lorenzo Parelli, Anila Grishaj, Mattia Battistetti, Satnam Singh e delle vittime della
strage di Brandizzo: sono alcuni dei nomi che cita nell'intervista. Yuleisy ci racconta, con la sua parola profonda e ricercata, com'è nato questo progetto in cui
prosa e poesia si alternano, configurando un percorso che cerca di travalicare il mero dato statistico per affondare nel cuore dell'umano.
La peculiarità di Yuleisy Cruz Lezcano è la forte consapevolezza del suo scrivere, sempre più rara in un calderone di poesia sgrammaticata e priva di consapevolezza reale, nel quadro di ego-riferimenti in cui tutto diventa ripetizione e noia e il verso libero la scusa per esprimere compiacimento e narcisismo.
Yuleisy Cruz Lezcano esce da tutto questo, per aprirsi al mondo, andando finalmente oltre le visioni egoiche e in questo modo, cesellando la parola in modo consapevole e capace. Una poesia che torna alle sue nobili origini, guardando all'oggi.
Ecco cosa ci dice in merito a "Crimini della sicurezza".