"Sono una grande scrittrice perché ho avuto una vita incredibile" (Ma poi non sa mettere in fila due subordinate). "Saremo famosi" (detto da poeti, laddove pochi leggono poesia). E intanto ci si dimentica di tre cose: studio, storie e passione. Scrivere è studiare e creare, essere fantasiosi, laddove il massimo che vedo è la ripetizione di slogan buttati in versi a casaccio.
I più grandi artisti hanno studiato. Hanno TECNICA. Ma l'ossessione della fama fa dimenticare tutto e crea molti illusi, alimentando l'ignoranza, laddove lo scrittore è sempre stato un depositario di cultura.
Del resto la fama è un concetto effimero, come effimeri sono i momenti di gloria che si accendono e poi si spengono. Ma la professionalità, il talento, quelli non si spengono mai, in un'epoca plasmata dalla visione da Grande Fratello e dai Social, secondo i quali esisti e vali solo se ci sei, solo se appari. L'essere è un concetto da frasi spicciole, per coccolare l'ego e compiacere. Ma l'essere fa lo scrittore. La capacità di costruire storie, la conoscenza effettiva dei costrutti, della lingua e della sua ricchezza. Questo non appartiene a tanti scrittori. E infatti, scrivono poesie, ovvero frasi buttate alla rifusa senza forma, sostenendo che il verso libero ha affrancato anche l'espressione artistica. E infatti altri scrivono biografie, perché partono dal se stessi, perché la narrazione social ha plasmato anche molti Io narrativi. La narrazione Social è un Io narrativo. Ma scrivere, essere scrittori è un'altra cosa e la fama non c'entra nulla.
Poesie, biografie: il bisogno di raccontarsi, ma esprimersi non è essere artisti
Sempre più c'è bisogno di raccontarsi. La scrittura di sé fa bene, benissimo. Si tratta di qualcosa di legittimo. Poi subentra il bisogno di pubblicare per lasciare una traccia di sé. Questa la ragione di tanti, il desiderio di lasciare un segno. E qui, nulla di male: esprimersi è umano. Il problema subentra quando ci si ritiene scrittori solo per aver scritto dei pezzi introspettivi, magari anche belli, ma senza avere cultura letteraria e linguistica. E perché hai 300 like, che non si traducono sempre in vendite, in caso di pubblicazione. Ma saper scrivere è un'altra cosa e per i poeti la scusa del verso libero non conta: poeta è chi, a prescindere dallo stile che usa, conosce le tecniche, la lingua e ha consapevolezza insieme a cose da dire. Sul verso i veri poeta ci lavorano e non è un caso che molti non si accorgono di scrivere con lo stampino. Stessa cosa per chi fa prosa.
L'arte è espressione plasmata dalla tecnica e quando si dice: ma io emoziono, in realtà non si dice nulla. Anche un tramonto può emozionare, ma non è arte.
Scrivere una storia non è facile
Molte penne social, illuse dai like, poi si scontrano con la realtà: se gli chiedi qualcosa, non lo sanno. Siamo cresciuti con l'idea del successo facile, ma dietro a grandi successi, ci sono persone che lavorano sodo e studiano. Non si raggiunge l'eccellenza con la spontaneità e il talento va coltivato. I migliori sono persone capaci, competenti. Se sai scrivere sai com'è strutturara la lingua. Sai usare le parole e se non lo sai, studi. L'artista è un curioso, uno studente sempre in crescita. E quando gli scrittori social provano a scrivere una storia che non parli di loro, ecco che si arenano. Eppure la creatività è dentro di noi. Le storie sono dentro di noi. E la scrittura creativa lo insegna.
Essere scrittori: studiare, andare oltre l'ego
Non si scrive per se stessi, si scrive per gli altri. Gli scritti prendono vita quando sono condivisi. Altrimenti gli scritti restano nel cassetto o nel diario. Detto questo, il difficile viene quando si creano storie che non raccontano di noi. Perché oggi siamo solo giardinetti che coltivano se stessi e sperano di emergere nel loro essere speciali. Scrivere pare più un atto di riscatto, che con la passione non ha nulla a che vedere; è un atto velleitario per "diventare famosi", e da lì il proliferare di scritture fatte di Io, a volte esasparate e tracotanti.
La ricerca della fama fa dimenticare che ci sono scrittori più bravi di noi, maestri e maestre. Che ci sono veri scrittori che non sono rispettati nel loro lavoro. Questo perché la nostra storia di Io, sembra speciale (e lo è perché siamo unici, ma magari è scritta in modo noioso?), ma da qui a essere scrittore ce ne passa.
L'arte è tecnica (l'emozione è dentro)
L'arte, quella vera, non è fama o improvvisazione. Si tratta di bravura. Ergo, se volete definirvi scrittori, studiate. Se poi guardate alla leggende create intorno a certi fenomeni: vi illudono.Si è scrittori non perché si è famosi, ma perché si sa scrivere.
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