Vorrei dire che ho un sogno, parafrasando il grande Martin Luther King. O forse avevo un sogno nel sogno. La meritocrazia. La cultura ma anche l'intrattenimento più soft (che non sempre si identifica con il vuoto semantico, ma con un approccio differente nel veicolare contenuti) che valorizzi chi sa fare. Questo non significa entrare in competizione; la competizione più violenta si accende quando non c'è meritocrazia e diventa quindi un gioco al massacro in cui vince chi è più subdolo e furbo. In questo, diciamolo: non è una questione di colori politici, ma di sistema. Quel sistema che impedisce al nuovo di avanzare. Ma quanto fa paura il nuovo? Quanto ci fa paura il nuovo? Già perché quel sistema siamo noi!
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giovedì 28 novembre 2019
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