martedì 7 aprile 2026

Serena, vita da ghostwriter: un racconto di vita

A proposito di scrittura creativa: vi racconto una storia. La protagonista è una ghostwriter, Serena, ma potrebbe avere qualsiasi altro nome, giusto per deformazione professionale. Ma in questo caso si chiama Serena per un... ossimoro, perchè il nome  non rispecchia lo stato d'animo della protagonista del romanzo. Perché? Ve lo racconto!



La levataccia di Serena

Sono le 7.00, la tazza del caffé è sulla scrivania, il pc in fase di caricamento. Serena sbircia la messaggistica istantanea. Tira un sospiro di sollievo vedendo che non sono arrivati dei messaggi; nemmeno dal tipo che la sta tampinando. Meglio così, può concentrarsi sul lavoro. 
Si rivolge alla schermata di Microsoft, apre il file del documento e poi il registratore. Inizia ad ascoltare l'intervista, prendendo appunti mentali. Sorseggia il caffé, focalizzandosi sull'argomento, poi appoggia la tazzina, chiude il documento, ne apre un altro, mentre l'intervista scorre nelle orecchie. Giunta alla fine, si mette al lavoro sul nuovo capitolo. Sono circa 2mila parole che compone nel corso della mattina. Serena fa una pausa alle 10,30, una sbirciata ai suoi social e di nuovo a scrivere. Termina prima di mezzogiorno e a quel punto riceve un messaggio dal committente. Un libero professionista con un buon seguito su Instragram, specializzato in una materia umana. Uno che non si è improvvisato e che ha saputo sfruttare studi e competenze, collegando i Social alla sua attività. Molto bravo, oltre che gentile.

La telefonata del cliente: ricerche, problem-solving e stesure

Serena lo sente al telefono: le manderà a breve un vocale per il capitolo successivo. Ha il via libera a proseguire con la stesura. Pausa pranzo, poi rilettura del capitolo e sbobinatura del nuovo vocale. Il committente le chiede di guardare sui Social le storie cui attingere per gli esempi e poi le chiede di fare una ricerca per un riassunto in tips. Tutto liscio, il materiale è abbondante, addirittura può scrivere un altro capitolo. E lei dedicherà il pomeriggio a quel libro. Tutto fila liscio, mentre con la prima sezione ci sono stati problemi: capitoli da rifare, esempi che non calzavano, qualche dubbio sul fatto di citare delle testimonianze di clienti che non volevano apparire. Qualche incomprensione di comunicazione che Serena ha saputo appianare. Il problem-solving fa parte del mestiere. E poi, ha subito trovato "la voce", guardando i Reel del libero professionista; per questo il suo lavoro è stato apprezzato. 

Lavorare senza sosta

Serena lavora tutto il pomeriggio, dovendo rispondere anche a molti messaggi. Dalle 16 in poi la gente si scatena! In circa dieci ore riesce a scrivere tre capitoli, ma li rileggerà il giorno successivo, a mente fresca, per poi inviarli al committente. Del resto è quasi ora di cena e ha saltato la ginnastica in programma: ha preferito finire il lavoro, visto che la consegna è prevista per fine mese e lei è indietro con i tempi. Dopo cena si dedicherà al romanzo che ha iniziato da una settimana. Un romanzo che, spera, uscirà con il suo nome. E domani avrà un appuntamento con un altro committente.

Altro argomento, altro Social e un libro da strutturare

All'indice ha già pensato, ora bisognerà ragionare sui contenuti e sul tono.  E poi, dopo le interviste, lo studio, la stesura e le riletture, il libro uscirà dal pc per prendere vita propria. Non ci sarà il suo nome, o meglio, lei sarà una consulente editoriale, ma il lavoro sarà ineccepibile. Serena spegne tutto e cerca di rilassarsi con una serie tivù. Le ha scritto anche il tipo con cui ha una crush, ma fa finta di niente... Serena trova una manciata di minuti per sognare. Ama quello che fa, ma chissà se riuscirà a realizzare il suo sogno di scrittrice. Ma intanto lavora per gli altri e fa del suo meglio...

A proposito... e voi, cosa guarderete stasera? 

Fine della giornata tipo di un ghostwriter. 

Il lavoro di ghostwriter

In un precedente articolo ho illustrato le caratteristiche del ghostwriting (clicca qui). 

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