Romanticismo, entusiasmo, leggerezza: tutto questo emerge, insieme a un visione dell'amore visto come un sentimento in cui credere con forza.
Ecco l'intervista.
Benvenuta su La penna sognante: chi è Patrizia Pepe? Studi, lavoro, passioni… cosa ama, cosa ama meno?
Salve a tutti e grazie a lei per avermi ospitata. Chi è Patrizia Pepe… Bella domanda… Non mi sono mai soffermata a descrivermi! Vediamo un po'... Sono una donna di quarantasette anni e vivo in un piccolo centro calabrese, Saracena, in provincia di Cosenza. Sono un’inguaribile romantica e una sognatrice senza speranza… Innamorata dell'amore, se si può dire. Solitamente sono ottimista e prendo la vita con ironia e positività, per quanto possibile. Ciò che più mi definisce credo sia “l'essere madre”, in quanto dopo essermi sposata, quasi 24 anni fa, mi sono sentita completamente assorbita nonché rapita dall'arrivo, uno dopo l'altro, dei miei quattro figli, a cui in pratica mi sono dedicata totalmente. Ho conseguito il diploma di Maturità scientifica per poi non proseguire, ahimè, con gli studi, spinta dal desiderio di indipendenza prima e dalla voglia di creare una famiglia tutta mia dopo. Fin da piccola amo la musica, il ballo e i libri: la lettura mi affascina, mi rapisce. Ho trovato fin da sempre una sorta di “potere curativo” nella lettura, così come nella scrittura; adoro gli animali, in particolar modo i gatti. Cosa non mi piace… Direi il caos della città, come non mi piace seguire le mode del momento.
Com’è arrivata alla scrittura?
Scrivere mi è sempre piaciuto: da ragazza tenevo un diario, a cui affidavo sogni e pensieri, vittorie e sconfitte; spesso mi ritrovavo a mettere nero su bianco le mie emozioni e i miei sentimenti sotto forma anche di poesie, piuttosto che esternarli verbalmente, come per esempio la gioia davanti alla nascita di nuovi gattini oppure l'incanto di un bel tramonto dai toni caldi o anche semplicemente ciò che provavo quando mi innamoravo. Scrivevo molte lettere da adolescente in quanto, d'estate, il borgo in cui vivo si riempiva di turisti, in particolar modo ragazze e ragazzi, i cui genitori erano emigrati e che facevano ritorno per far visita ai propri parenti, per cui feci molte conoscenze, alcune delle quali divennero vere amicizie. E poi basti ricordare che all'epoca le missive erano l'unico modo per rimanere in contatto oltre al vecchio telefono di rete fissa, cosa che a me non dispiaceva affatto. Ricordo ancora i set da lettera: ce n'erano di tutti i tipi… Con stampe di fiori o di animali o addirittura delle star preferite, come ricordo ancora la trepidazione e l' eccitazione che provavo quando ne ricevevo una! Ne ho conservato parecchie e le custodisco tuttora gelosamente. Per le varie ricorrenze come compleanni o anniversari o battesimi eccetera ho sempre adorato scrivere dei biglietti, come anche al mio fidanzato di allora (oggi mio marito), che spesso assumevano però la forma di mini lettere! Spesso comunico anche con i miei figli tramite la forma scritta: mi piace lasciare loro dei bigliettini solo per dirgli quanto li amo oppure mi è capitato di scrivere loro qualche riga di approvazione dopo una determinata prova o situazione, con cui mi sono complimentata ribadendo quanto fossi fiera di loro. Narrare, inventare e raccontare storie mi è sempre piaciuto. Lo facevo da bambina, come sorella maggiore del mio fratellino prima di addormentarci ed ho continuato a farlo anche con i miei figli, come coccola serale. Così facendo sono anche riuscita a trasmettere loro la passione per la lettura, in particolar modo alla mia secondogenita, unica femmina dei miei quattro figli: entrambe siamo lettrici-divoratrici! Ma è stato durante il Covid che ho mosso i miei primi passi da autrice.
Arriviamo al libro: quando e come nasce?
Come accennato poco più sopra, fu durante la pandemia che questa folle idea balenò nella mia mente, nata quasi per scherzo e più come una sorta di sfida con me stessa: “Sarei capace di scrivere un racconto, di portarlo a termine e soprattutto renderlo piacevole, divertente, romantico e intrigante?” Così mi misi alla prova. Anzi, le dirò di più: "Ma l'amore poi, cos'è?” è il secondo manoscritto che ho composto; scelsi di proporre questo all'epoca, alla casa editrice, in quanto rispetto al primo lavoro lo sentivo più frizzante e meno "pesante". Voglio donare leggerezza, spensieratezza e far sorridere ed emozionare chi legge, e con il primo testo non ero sicura di poterci riuscire. Così mi misi al lavoro e da una piccola intuizione e da un'ispirazione improvvisa nacque "Ma l'amore poi, cos'è?”.
La storia è un tipico hate to love: lei “testa calda”, lui poliziotto. E da un disastro inizia tutto: cosa fa scatenare tutto e con quali dinamica di relazione?
Sì esatto. Lei, Jade, ha da poco perso il padre, unico pilastro e punto fermo della sua esistenza, padre che però l'ha viziata e forse mai addestrata veramente alla vita, per cui la sua morte improvvisa la coglierà impreparata. Non avendo idea di come affrontare quella perdita e soprattutto di come sopravvivere a quel dolore immenso, Jade si servirà degli unici mezzi di cui si riterrà a disposizione: alcol e compagnie sbagliate. Il caso vorrà che una notte, dopo l'ennesima bravata, si ritroverà sbronza, alla guida, e da sola e senza sapere come e perché, finirà per schiantarsi contro il portico di un'abitazione, di cui si dà il caso ne sia proprietario Tyler Cooper, capo della polizia. Da qui in avanti il loro incontrarsi/scontrarsi darà vita ad episodi divertenti e a battibecchi assai vivaci.
Chi sono i due protagonisti?
Jade Hoffman è una giovane donna, che all'inizio della storia sembrerà avere un aspetto un po' trasandato e superficiale: ricca, snob e frivola, ma arguta e dalla lingua tagliente. Tyler Cooper al contrario ha tutta l'aria di essere severo, tutto d'un pezzo, presuntuoso e per di più cinico e pieno di sé, nonostante la sua avvenenza fisica.
Dove ci troviamo e perché questa scelta?
Non ho stabilito con precisione il luogo, in quanto scrivendo non ne ho sentito la necessità, ma da qualche piccolo indizio si intuisce che la storia è ambientata negli USA, in quanto sono da sempre affascinata da quel mondo al di là dell'oceano.
Quali sviluppi ha l’amore?
Con questa domanda entriamo nel vivo della storia ma soprattutto di ciò che ho voluto trasmettere nello scriverla. Jade e Tyler nutrono entrambi dei forti pregiudizi reciproci che li terrà a debita distanza e sempre “sul piede di guerra”. Man mano che inizieranno a conoscersi scopriranno di avere molto in comune, di essere simili e si riscopriranno, andando oltre la convinzione iniziale limitante. Di conseguenza cominceranno a guardarsi con occhi diversi sentendosi addirittura vicini e complici, cosa che innescherà pertanto, un’immediata e alquanto “fastidiosa”attrazione facendoli innamorare perdutamente. Tutto ciò però accadrà solo dopo che lei avrà imparato a curare le sue ferite fino a guarirle, rinascendo e ritrovando se stessa, grazie alle mille sfaccettature di amore che incontrerà durante il suo percorso, come ad esempio la piccola Hannah, orfana di entrambi i genitori che con la sua dolcezza e la sua spontaneità catturerà il suo cuore, o Jason, giovane uomo che ha smarrito la strada e che compirà un gesto avventato per cui farà beccare una bella pallottola a Jade, o ancora Mallory, donna che fa volontariato e Daisy che diventerà sua amica del cuore, tutti ospiti di una grande casa famiglia in cui lei presterà servizio e gestita da un buon parroco che le indicherà la giusta strada. Tyler, dal canto suo, si vedrà costretto ad abbattere i muri che aveva innalzato nei confronti dell' altro sesso per via di una esperienza maledetta e tristissima e per la quale aveva deciso di chiudere a chiave il suo cuore, pur di proteggerlo. Da qui la mia scelta per il titolo: scoprire l' amore in tutte le sue sfumature.
Dal punto di vista stilistico, che cosa contraddistingue questo romanzo?
Credo che lo spirito con cui io l'abbia scritto sia palpabile attraverso la lettura. Il mio è uno stile abbastanza fluido, frizzante, ironico e mai noioso anche grazie ai vari colpi di scena. E ovviamente romantico al punto giusto.
Ci sono altri aspetti che caratterizzano “Ma l’amore poi cos’è”?
Certo. L'amore tra i due protagonisti verrà fuori attraverso altre forme di amore, gesti concreti che faranno la differenza e che determineranno la loro crescita personale, come la beneficenza pura e semplice, il prendersi cura degli altri senza nulla in cambio, insomma il fare del bene solo per il puro piacere di farlo e senza secondi fini, con l'unico scopo di aiutare veramente chi si trova in difficoltà. Ed entrambi scopriranno quanto tutto questo farà bene al loro cuore. Inoltre una caratteristica del mio stile è la forte presenza della musica nel romanzo, in quanto è per me un’inesauribile fonte di ispirazione ma anche una potente arma descrittiva in quanto amplifica sentimenti e sensazioni rendendoli quasi tangibili e visibili oltre la carta.
Come si colloca questo romanzo nel suo percorso di autrice?
Come ho detto poc'anzi, "Ma l'amore poi, cos'è?” è il secondo manoscritto a cui ho lavorato e che ho completato, in ordine di composizione, ma è stato quello “decisivo” con cui mi sono sentita in perfetta sintonia e con il quale ho deciso di “osare” proponendolo alla casa editrice Montag. A quanto pare non ho sbagliato! Loro hanno apprezzato il mio lavoro cogliendone la caratteristica principale, ovvero il brio con cui l’ho scritto.
Ha dei progetti in cantiere?
Sì, molti! Sono, diciamo, un po' pasticciona in questo caso! Intanto, salvo imprevisti, in autunno uscirà il mio secondo romanzo, pubblicato sempre da Montag Edizioni, che sarebbe il terzo in ordine di composizione. Ho da poco portato a termine il mio quarto lavoro, da revisionare ancora, e subito dopo ho ripreso tra le mani la mia prima opera, a cui sono particolarmente legata e che spero veda presto la luce. E poi, visto che la mia mente viaggia e fantastica parecchio, ho già buttato giù qualche idea per un nuovo romanzo. Ma devo imparare ancora a gestire tutto questo… Una cosa per volta!
Se vuole aggiungere qualcosa.
Sì: voglio approfittare di questo spazio da lei dedicatomi per ringraziare innanzitutto e nuovamente la Montag Edizioni per aver creduto in me e per avermi dato questa magnifica opportunità, regalandomi grandi soddisfazioni e per avermi aiutata così ad alzare di parecchio l'asticella della mia autostima! Che non è cosa da poco! Per gli stessi motivi ringrazio quanti con fiducia hanno acquistato e letto il mio romanzo: è grazie al loro entusiasmo che continuo a scrivere, perché si scrive per passione, per piacere, ma anche e soprattutto per essere letti. Infine, ma non perché meno importante, ringrazio lei e tutti i blogger per lo splendido lavoro che fate per noi autori! Le vostre “vetrine virtuali” sono significative e rilevanti ed il loro forte impatto aiuta noi scrittori a farci conoscere. Un grazie di cuore!
GRAZIE!
"Ma l'amore poi cos'è?": la trama
La vita del giovane ed avvenente capo della polizia Tyler Cooper, uomo tutto d’un pezzo e dall’aspetto severo, incrocerà i passi della vivace e ricca rampolla Jade Hoffmann, tutta fumo e niente arrosto!
Lei è tutto ciò che lui odia: snob, eccentrica, frivola, insensibile e superficiale.
Lui è tutto ciò che lei odia: austero, presuntuoso, bisbetico, cinico e pieno di sé.Ma nulla è come sembra… Dopo un primo spassoso incontro con il “botto”, nel vero senso letterale della parola, si ritroveranno loro malgrado a lavorare gomito a gomito; fra vivaci battibecchi, schermaglie divertenti, situazioni di pericolo e circostanze particolari, impareranno a conoscersi e a rivalutare i loro reciproci pregiudizi. Pian piano le loro difese si abbasseranno e si innamoreranno perdutamente. Ma si sa, non tutto fila sempre liscio! I fantasmi del passato metteranno a dura prova la loro relazione.
L’autrice: Patrizia Pepe
Classe 1978, da sempre amante della buona musica (sua musa ispiratrice) e grande ‘divoratrice’ di romanzi rosa; inventa, crea e progetta i suoi personaggi e le loro storie fra le mura di casa sua, a Saracena, paesino calabrese in provincia di Cosenza, destreggiandosi fra pranzi e cene da preparare, faccende domestiche, allenamenti di calcio e compiti per casa dei suoi bambini; sposata da ventiquattro anni e madre di ben quattro figli si è sempre dedicata alla famiglia e alla casa. Durante il Covid ha rispolverato la sua passione per la scrittura, utilizzandola come valvola di sfogo e mezzo per sognare. Da quel momento in poi non si è più fermata. "Ma l' amore poi, cos' è?" è il suo romanzo d'esordio. Ha altri lavori pronti a vedere la luce... In effetti qualcosa bolle già in pentola.


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