venerdì 24 luglio 2026

"Orsi immaginari e altre paranoie. Cronache di un viaggio in Alaska": dalla scrittura creativa con Roberta De Tomi all'esordio in prosa (dopo la poesia) di Valerio Righini

Lo abbiamo conosciuto con "Fiammiferi", una raccolta poetica di pregio, complice l'originalità che la caratterizza (clicca qui). Ora Valerio Righini, in precedenza allievo di Scrittura Creativa di Roberta De Tomi (a proposito, clicca qui per l'autunno), si presenta con l'opera in prosa “Orsi immaginari e altre paranoie. Cronache di un viaggio in Alaska” (Kurumuny). Raccontare di viaggi sembra davvero la sua vocazione. Scopriamo come, nell'intervista.

L'intervista a Valerio Righini: dalla scrittura creativa alle narrazioni di viaggio

Bentrovato su La penna sognante: dopo la poesia, ecco questa pubblicazione in prosa: com’è nata?
Grazie per l’opportunità. Nel 2024, dopo la raccolta di poesie, ho pubblicato un libro in prosa su un viaggio in Groenlandia. Devo dire che questa faccenda di scrivere dei viaggi che faccio mi piace. È una cosa che ho sempre fatto, quella di redigere dei resoconti dei miei viaggi. Così, dalla Groenlandia, ho cercato di strutturarli e di proporli a qualche casa editrice.

Perché raccontare di questo viaggio?
È un viaggio un po’ fuori dall’ordinario. Un paio di settimane in Alaska, in autostop. Notti in tenda. Ma, al di là della meta, mi piace trovare nei viaggi, stravaganti o meno che siano, qualcosa da raccontare, se possibile in chiave ironica.

Quali aspetti hai voluto evidenziare?
Direi l’impreparazione, la disorganizzazione, Ma anche la voglia di scoperta e di interagire con le persone. 

Ci puoi raccontare un aneddoto particolare, che ti è rimasto impresso?
Un tizio che mi ha dato un passaggio, mi ha detto che avrei dovuto girare con una pistola, o con uno spray antiorso, se avessi camminato per boschi. In Alaska di orsi è pieno, e seppur gli attacchi all’uomo siano pochi, ogni anno qualcuno ci lascia le penne. Io non avevo né la pistola né lo spray, così, arrivati a destinazione, mi ha regalato il suo spray.

E una situazione critica? Come si è risolta?
Non ci sono state situazioni veramente rischiose. Paradossalmente, la situazione più critica è avvenuta prima della partenza: a Francoforte non volevano imbarcarmi sull’aereo perché non avevo comprato il biglietto di ritorno dagli Usa. Ho dovuto acquistare il biglietto sul momento, a pochi minuti dalla chiusura del gate. Ce l’ho fatta per un pelo.Gli americani vogliono essere sicuri che te ne torni a casa, se decidi di visitare il loro Paese. Non lo sapevo.

Dal punto di vista stilistico, che cosa contraddistingue “Orsi immaginari e altre paranoie”? 
Fatico a inquadrarlo. È un po’ un diario di viaggio, un po’ un reportage. Non mancano le divagazioni, le riflessioni personali, gli approfondimenti, le curiosità. Lo stile è semplice, accessibile, diretto, senza fronzoli. Un po’ cinico, sufficientemente ironico.

Che cosa vuoi lasciare ai lettori con questa tua testimonianza?
Di certo nessun insegnamento o suggerimento che riguardi il viaggio. Tutt’al più, l’immagine di un viaggio particolare, un po’ fuori dall’ordinario, ma alla portata di chiunque. Non ci si deve per forza svenare per fare un’esperienza di questo genere.

Come si colloca questo libro nel tuo percorso di autore?
È il terzo libro, spero ce ne saranno altri.

Hai dei progetti in cantiere?
Altri viaggi. Sto per partire per la Norvegia, anche questo sarà un viaggio insolito. Ho quasi ultimato, poi, la scrittura di un viaggio in Europa fatto in bici che risale a un paio di anni fa. 

Se vuoi aggiungere qualcosa.
Un super grazie per questo spazio.

"Orsi immaginari e altre paranoie. Cronache di un viaggio in Alaska": la trama

L’Alaska evoca paesaggi senza fine, natura incontaminata, animali selvatici (orsi, soprattutto), avventura e adrenalina. È "Into the wild" e la storia di Christopher McCandless, è Jack London, la corsa all’oro di fine Ottocento, la città di Fairbanks fondata dal modenese Felice Pedroni. Alaska è questo e altro ancora. Affascinato da questi immaginari, Valerio Righini decide di intraprendere un viaggio in solitaria verso la “Terra degli orsi”. Quel che troverà, però, è un’avventura di altro genere. "Orsi immaginari e altre paranoie" non è un diario di viaggio, non è una guida turistica e nemmeno un’impresa eroica. Con un tono leggero e scanzonato, il libro, infarcito di divagazioni personali e paure irrazionali, racconta l’esperienza dell’autore nel suo itinerario alaskano. Gli spostamenti in autostop, gli imprevisti, la disorganizzazione, gli incontri casuali andranno a comporre la cronaca di un viaggio in una terra dai tratti aspri, inospitale e bellissima, vissuto senza pretese di epicità, ma con tanta curiosità e autoironia.

Link casa editrice: Orsi immaginari e altre paranoie

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