mercoledì 22 luglio 2026

"La maledizione di Arianna" di Sara A. Benatti: rompere il filo per essere libera. Recensione di Vic

Nella dimensione sospesa e anacronistica del mito la crudeltà pare legata al disegno divino; un divino che nella mitologia acquista variegate sfumature umane. Prendiamo il mito di Arianna e quel filo che nello stesso "Viaggio dell'eroe" di Cristopher Vogler viene identificato come un potente legame d'amore. Un archetipo congelato nei tempi, fino a quando le prospettive cambiano. Sara A. Benatti, autrice del retelling "La vendetta di Arianna" (Sperling&Kupfer) ha ri-narrato la storia rovesciandone le prospettive, dando prova di una notevole abilità narrativa, in cui la tecnica diventa una vera e propria esperienza immersiva, e la visione apre alla libertà femminile colta nelle pieghe più intime e struggenti.


La maledizione di Arianna di Sara A. Benatti: la trama

Arianna, figlia del crudele Minosse, sovrano di Creta, è stata da sempre considerata solo un oggetto senza volontà, una merce da vendere al miglior offerente, non ha mai avuto la possibilità di scegliere il proprio destino. Per questo, quando il bellissimo Teseo, giunto a rinegoziare i termini della sottomissione di Atene, sembra interessarsi a lei, gli propone di aiutarla a fuggire portando con sé la madre Pasifae e le sorelle minori, per salvarle dagli abusi paterni. Ma i due vengono scoperti e rinchiusi nel labirinto presidiato dal mostruoso minotauro. In questa vasta struttura sotterranea, ricca di passaggi segreti e piani nascosti, che si snoda sotto l'isola e che nessuno sa quanto davvero sia estesa, Teseo rivelerà la sua natura più brutale, mentre gli ostaggi ateniesi verranno decimati a poco a poco. Arianna potrà contare solo su sé stessa e sull'aiuto di altre donne coraggiose come lei per ottenere la libertà, fuori dal labirinto, di essere la persona che vuole essere davvero. 

La recensione di Vic: una visione potente

La visione è potente, non solo rispetto alla figura di Arianna che viene letta in una chiave contemporanea struggente e lontana da elementi romantici; la potenza nasce dalla capacità che l'autrice ha di raccontare una vicenda facendola uscire dall'acronismo tipico della mitologia, per conferirle una dimensione storica. Da lì, la condizione femminile, calata in un quadro di violenza quotidiana e poi specifica, cui si aggiunge quella legata alla reclusione nel labirinto dove, oltre ad Arianna e Teseo, troviamo altri personaggi di cui si delineano gli aspetti più viscerali. 

Con la sua penna Sara A. Benatti amplia confini che non erano mai stati varcati, ci immette negli spazi esteriori e ancora di più in quelli interiori dei personaggi, di cui restituisce la conflittualità e insieme gli impulsi e slanci più istituali. Inoltre la narrazione, lucida e nitida, ci porta nel cuore di spazi che sentiamo di vivere. 

Momenti crudi e, soprattutto, un amore che viene riportato a una dimensione di violenza e sopraffazione. La crudeltà pervade le pagine, il filo tanto decantato di un amore che sfocia in tragedia, viene scucito e destrutturato a favore della protagonista, della sua tensione alla libertà. 

C'è un aspetto politico forte in questo retelling, la volontà di rimuovere la polvere di qualsiasi retaggio romantico, a fronte di un affrancamento che non ha prezzo. E questa visione è supportata da un'abilità narrativa che va oltre il mestiere. Sara A. Benatti riscrive il mito di Arianna e lo fa facendoci vagare in questo labirinto di cui respiriamo i cunicoli, ascoltiamo il Minotauro che si palesa come creatura spietata, ma non meno degli esseri umani, nel loro reciproco rapportarsi e discriminarsi. E la domanda è anche questa: la bestia intesa come essere crudele, è davvero quella cui sono tributati i sacrifici umani? E che fine hanno fatto gli dei? Risiedevano forse nel filo d'amore, brutalmente spezzato? Domande che puntano a un obiettivo: la libertà di Arianna. 

Per concludere: una bellissima prova di Sara A. Benatti.

"La maledizione di Arianna" è un retelling contemporaneo a tutti gli effetti, dove le istanze umane aprono a interrogativi, ma anche alla ricerca di una certezza, superando le visioni romantiche. Una scrittura immersiva e totalizzante, cruda e concreta, dove non c'è spazio per le edulcorazioni, ma per i varchi aperti sul fronte dell'immaginazione, puntando alla libertà (femminile).  

L'autrice: Sara A. Benatti

Classe 1982, ama scrivere ascoltando rock e metal e ha una passione inesauribile per la lettura. Ha frequentato il Master per redattori in editoria libraria della Fondazione Mondadori. È traduttrice e consulente per vari studi editoriali e case editrici. Alla Scuola Palomar di Rovigo è la responsabile del servizio di valutazione dattiloscritti e insegna al Master in Tecniche della Narrazione.

Nessun commento:

Posta un commento