lunedì 7 agosto 2023

Il personaggio e il suo autore: Roberto Baldini parla di Jennifer... e di tanto altro!

Roberto Baldini è un autore che si racconta soprattutto attraverso i libri che legge. Il suo blog, ScrivoLeggo, Il Giornale di Roberto B., è un'autentica miniera e per chi ama i libri può essere un vero e proprio punto di riferimento. Roberto spazia tra i generi, aspetto questo importante, e nella scrittura privilegia il genere romantico, abbattendo gli stereotipi connessi. Non solo: l'autore, della provincia di Modena, ci racconta di un suo personaggio, Jennifer, fornendoci interessanti spunti. 
Ecco l'intervista. 


Ciao Roberto, ci racconti qualcosa di te? Sappiamo che i libri sono la tua passione, sei un lettore onnivoro e un autore dalla penna… sognante! Dicci com’è nato il tuo percorso.
Ciao Roberta, grazie per le belle parole! Che dire? Amo in primis leggere e quindi scrivere è stato lo step successivo. A dire il vero scribacchiavo qualcosa già da adolescente ma senza perseverare: abbozzavo idee, le sviluppavo un po’ prima di richiuderle nel proverbiale cassetto.
Poi un giorno, deluso da una storia d’amore il cui finale mi aveva deluso (non vi dirò mai di quale manga si tratta! Ops, ho parlato troppo…) mi sono seduto davanti al pc e ho scritto tre pagine di Word. Tre pagine che sono divenute decine in breve tempo.
E da lì ho capito che scrivere mi faceva stare bene.
Ed è l’unica cosa che conta.

Ci parli dei tuoi libri?
Domanda che adoro ma rischiosa, perché se inizio a parlare dei miei “figli” va a finire che non la finisco più! E poi sono davvero tanti.
I miei libri parlano d’amore ma anche di dolore, divertimento, amicizia, sesso. E, inutile dirlo, mi rispecchiano.
“Buying New Soul”, per esempio, non è un libro autobiografico, eppure racchiude tanto, di me. Esperienze personali, certo, ma anche e soprattutto dolori che non si sono mai sopiti e che mi accompagnano giorno dopo giorno. Anzi, si può dire che siamo diventati amici.
“Non Può Piovere Per Sempre” (sì, il titolo è una chiara citazione dal film “Il Corvo”), invece, è una storia ambientata in un futuro distopico che parla della difficoltà di amarsi. La differenza è che nel libro ciò è reso impossibile da un dispositivo mentre noi, nel nostro presente, possiamo riuscire a vincere... eppure, molte volte, perdiamo.

Da cosa nascono le tue storie? 
Principalmente dalla Musica.  Non è raro che una canzone mi dia così tanto da “costringermi a ringraziarla” scrivendo una canzone. Vedi la risposta precedente…
Quasi tutti i titoli dei miei capitoli (e dei libri) derivano da quelli di canzoni o citazioni dei loro testi. 

Quando si pensa al romance (romanzo rosa) si pensa a un genere dedicato alle donne. Ma tu leggi storie d’amore e le scrivi anche. Da uomo, cosa pensi di questo pregiudizio?
Purtroppo i pregiudizi sono figli dei tempi che incontrano. Fin da bambino ti stampano questa idea nella mente. Mia Madre era una divoratrice di quelli che oggi chiameremmo romance. E in effetti molte donne scrivevano quelle storie: Liala, Jackie Collins, Danielle Steel, Maria Venturi, Sveva Casati Modignani. Però notai anche molti nomi maschili. Qualche esempio? Renzo Barbieri, Sidney Sheldon, A.J. Cronin, Harold Robbins, Henry Denker.
Le donne sanno scrivere d’amore? Certo, loro sono l’Amore.
Gli uomini sono capaci di fare altrettanto? Assolutamente.
I pregiudizi sono figli dell’ignoranza e l’ignoranza è la base della cattiveria.

E, in generale, che cosa pensi della narrativa rosa? Ne abbiamo bisogno in questo momento?
Penso che l’amo.  D’altronde come non amare un genere che parla del sentimento motore del mondo? Abbiamo bisogno della narrativa rosa come di tutti i generi, basta che siano storie di qualità. Storie sincere, sentite, che hanno davvero qualcosa da dire. Considerando poi lo scenario attuale, abbiamo davvero bisogno di sentimenti sinceri e potenti.

Come si è evoluta nel tempo la tua idea di amore in narrativa? 
Bella domanda. In realtà dovrei leggere le mie prime storie e poi quella che sto scrivendo ora, così potrei avere un’idea più chiara sulla mia (speriamo) evoluzione.
Sicuramente per quanto mi riguarda sono caduti molti tabù, le scene di sesso o violente sono molto più libere e tollerate. Anzi, forse addirittura ricercate. L’importante, come sempre, è accelerare quando il contesto lo consente, in caso contrario è pura mercificazione.

Arriviamo ai tuoi personaggi… come nascono?
Risposta scontata: sono dentro di me.
La realtà? Immagino la storia e davanti a me vedo i volti dei protagonisti. Poi inizio a riempire i loro cuori e le loro menti e li vedo crescere. Cambiare. E, crescendo, spesso sono loro a cambiare me. Forse uno scrittore è la persona che più di tutte comprende il significato della parola simbiosi.

Ci sono dei personaggi a cui sei legato nella narrativa (o al cinema) che hai letto? Chi sono e perché?
Quanto tempo ho? Ho una lista di muse ispiratrici e musi ispiratori (non sono sicuro di quest’ultimo termine, in effetti…) che tende all’infinito.
Partiamo dall’adolescenza? (Yesss! La Penna Sognante
Rocky, Brandon Lee con "Il Corvo e Kyle" MacLachlan nei panni di Paul Atreides in "Dune". Moemi di "Video Girl Ai" e Madoka di "Kimagure Orange Road" se parliamo dei manga. Lo so, non è narrativa ma sono state storie importanti, per me.
Demi Moore, la mia Musa da sempre.
Narrativa: Lazzaro Santandrea è l’amico che tutti noi vorremmo. E di cui tutti noi abbiamo bisogno.
Ric Velardi perché… perché è Ric Velardi. E poi ha sempre uno spuntino, in tasca, se hai fame.
Mondo cartaceo? Renzo Barbieri e Jackie Collins per come dicono cose all’apparenza scontate.
Andrea G. Pinketts perché sa fare ubriacare anche un astemio come me.
Raul Montanari perché non sbaglia una storia.
Niccolò Ammaniti, un mostro.
Alessandro Berselli e Gianluca Morozzi. Che dire? Se inizio una loro storia DEVO finirla, non riesco a staccarmi dalle pagine, non c’è verso.

E ci sono tuoi personaggi cui sei affezionato? Ci racconti del loro essere e sentire?
Oh mamma, anche qui penso mi dilungherò…
Partiamo da Keith e Venus, i protagonisti della mia prima storia. Un ragazzo e una ragazza, i tempi della scuola e il primo amore. Come scordare tutto ciò?
 Poi ci sarebbero Karen, Marg, Hunter, Kim, Emma… Ah, non scordiamo le gemelle terribili, Jennifer e Amethyst! Ma ne parleremo meglio nelle prossime domande…

Arriviamo a Jennifer: chi è? Che cosa rappresenta per te? L’hai incontrata o lei ha incontrato te?
Domanda semplice, risposta mooooolto complessa.
L’ho incontrata per caso ma, lì per lì, non era scoccata la scintilla. O forse sì. Poi lei mi ha richiamato e da lì è nato tutto.
Jennifer era un’adolescente come tante. Andava a scuola, usciva con le amiche, si prendeva le cotte per i compagni di classe.
Poi la vita l’ha fatta cambiare, il destino ha ribaltato il tavolo, cambiando le carte che aveva avuto in mano fino a quell’istante, oltre alla posta in gioco. Anzi, ha proprio cambiato gioco.
Jennifer rappresenta quel sentimento di rivalsa che tutti noi custodiamo ma che abbiamo paura di esternare. Anche se, forse, Amethyst primeggia, da questo punto di vista. Amy e Jen sono le due facce della stessa medaglia: la prima diretta e senza freni, la seconda in accelerazione ma sempre guardinga. Chissà, magari col passare del tempo Amethyst diverrà più calma e Jennifer più spavalda…

Che situazione vive Jennifer?
Una situazione complicata. O forse molto semplice. Vive ai margini della legge. Anzi, spesso li oltrepassa. Può essere considerata una criminale, per i più, eppure ha un proprio codice, che segue e rispetta. Ama e soffre come tutti noi, paga le bollette e cerca un po’ di tranquillità. E, soprattutto, qualcuno da amare e che la ami.

A chi si ispira?
A nessuno. Sono gli altri che si ispirano a lei.

Davvero è una super-donna? O ha delle fragilità ben nascoste?
Forse per qualcuno è una super donna.  Di sicuro è una Donna che è tormentata dal passato e che guarda con diffidenza al futuro. Le sue fragilità sono ben nascoste eppure qualcuno, ogni tanto, le riesce a vedere benissimo. Poi si vedrà se quel qualcuno userà questo “potere” per aiutarla o per toglierla di mezzo una volta per tutte.

C’è un sogno che vuole realizzare? Che cosa le manca? E come cerca di realizzarlo?
Un sogno? Certo, un sogno d’amore. E magari tanti altri che incontrerà durante il suo lungo cammino.
Le manca qualcuno a letto con lei che l’abbracci e non la usi soltanto. Le manca una famiglia, un padre e una Madre che l’aiutino a rialzarsi, dopo che è caduta. Perché cadere è facile, trovare qualcuno che ti tenda una calda mano molto meno.
Jennifer cerca di realizzare tutto questo, giorno dopo giorno. E ci riuscirà. Forse.

Jennifer continua ad accompagnarti? Come possiamo incontrarla?
Jennifer è sempre con me e, anche se la mia ragazza è gelosissima, si fida. Di me, non di Jennifer. In fin dei conti però Jen è come una figlia e l’amo solo come un padre. L’incontrerete a breve, siamo alle ultimi fasi prima della pubblicazione…

Se vuoi aggiungere altro… 
Ne avrei di cose da dire… ma non voglio essere prolisso.
Ti ringrazio di nuovo per lo spazio e per l’attenzione.
Cosa? Ah sì, ti ringrazia anche Jennifer.
E… come? Ah ok…
Saluti anche da Amethyst.
Sono terribili, queste due gemelle.
Eppure le amo alla follia…

A proposito di Jennifer
Tutti mi chiedono perché Jennifer ha scelto di essere una serial-killer. Non è stata sempre così, da adolescente era dolce, solare, spensierata.
Poi quel gioco maledetto...


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