venerdì 22 maggio 2026

Intervista ad Anna Tarantello: con "Il salice di Luca" racconto la povertà e la nostra società

L'abbiamo già conosciuta in una precedente intervista, dedicata al suo romanzo "La farfalla in rosa", (leggi qui) e ora la ritroviamo con una nuova pubblicazione, nata dalla sua attenzione ai temi sociali, alimentata da una cultura che ha respirato sin dall'infanzia. Anna Tarantello presenta il suo nuovo romanzo, "Il salice di Luca" (Collana le Fenici, Montag Editore), una vicenda che tocca i temi della povertà e della solidarietà.
(Foto: Anna Tarantello con il suo nuovo libro).

L'intervista ad Anna Tarantello

Ciao Anna, ben ritrovata… ci siamo già conosciute: sei cresciuta in una famiglia con genitori insegnanti, e la cultura rappresenta un perno attorno al quale hai costruito il tuo percorso, che ti ha portato a pubblicare "La farfalla in rosa". Da allora, cosa è successo?
“La farfalla in rosa” è andato bene, complessivamente, è piaciuto, così ho deciso di scrivere un altro romanzo. 

E qui parliamo de "Il salice di Luca": quando e come nasce l’idea di scriverlo?
Il romanzo nasce da un racconto che avevo scritto sulla povertà. Il tema molto importante e attuale, ha spesso attirato la mia attenzione, anche ispirata dai fatti di cronaca giornalieri, che descrivono persone in difficoltà. Ho avuto l’idea di cimentarmi in un testo sociale, che facesse riflettere.  

Perché hai scelto proprio un salice?
Con questo libro ho voluto onorare la terra dove sono nata. Il titolo del libro, "Il salice di Luca", fa riferimento a un territorio ben preciso di salici e fiumi, quello del Veneto, dove non risiedo. Una spiaggetta lungo il fiume Bacchiglione dove, quando ero bambina, ci si poteva bagnare, arredata da salici piangenti, è un ricordo che ho avuto sempre vivo, scrivendo il libro. 

Chi è il protagonista del tuo libro, Luca, e perché lo troviamo in questa situazione?
Luca è un pittore affermato che a un certo punto però ha perso tutto ed è finito in strada. Vive sotto un salice e indossa una maschera per camuffare le insicurezze, e desidera solo non essere giudicato, disprezzato od oggetto della compassione altrui. La domanda che ricorre nel corso del libro è com’è possibile che un giovane di trent’anni finisca per strada? A questa domanda non siamo in grado di rispondere perché i motivi sono molti, ma l’argomento ci deve aiutare a raggiungere una grande consapevolezza di come viviamo in una società altamente performante come la nostra. Il libro parla di cadute e di perdenti.   

Chi sono gli altri personaggi e che ruolo hanno nella vicenda?
Luca è accudito da Chiara, una volontaria. Una notte viene aggredito da due ragazzi ma per fortuna Francesco, ex di Chiara, lo salva. Il loro incontro sancisce una nuova amicizia ed è l'occasione per guardarsi nel profondo, mentre il salice diventa luogo d’umanità e d'ispirazione di una serie di incontri e speranze tra personaggi dal destino incerto, tutti alla ricerca della propria strada. 

Quali temi hai voluto evidenziare?
I temi principali del libro sono la povertà, non solo quella materiale, la solidarietà, il libero arbitrio e l’immanenza come scelta spirituale. E proprio nella povertà materiale, ma anche quella spirituale, e nella diseredazione in genere possiamo trovare l’anima del libro.  

Quali tecniche narrative hai scelto? Che stile e voce hai voluto imprimere?
Uno stile semplice ma efficace, senza giri di parole. Uno stile netto per realizzare questo testo crudo.  Ho scelto il punto di vista alternato per permettere a vari personaggi di comparire in una rapida successione di tempo e di dire la loro. 

Cosa rappresenta questo libro per il tuo percorso narrativo?
Io sono autrice di racconti, tutti pubblicati: sono arrivata ormai alla mia ventunesima antologia. Questo è il mio secondo romanzo, un testo a cui tengo molto, che nasce due anni e mezzo fa, il tempo necessario per scriverlo. Un libro su cui ho lavorato molto, sia per scriverlo, sia anche per pensarlo. Provo disagio giornaliero per queste persone in difficoltà, e ho voluto trasferire nel libro il disagio che ho provato. Spero di esserci riuscita. 

Dato che questo è un blog di scritture creative: che cosa significa essere creativi, relativamente alla scrittura?
Una tua idea… senza vincoli! Lo scrivere è un momento creativo di grande soddisfazione. Man mano che scrivevo il libro, mi sono accorta del percorso che stavo facendo e della grande “consapevolezza” acquisita sull’argomento povertà. Ecco la creatività nella scrittura non è solo inventare una bella trama e dei bei personaggi, ma anche personalizzare il nostro scrivere, anche con un percorso personale di rilievo. Scrivevo e riflettevo, quindi ho avuto delle pause inevitabili, per riuscire a capire che tipo di libro avrei voluto realizzare. Ho riflettuto molto sugli stereotipi e i pregiudizi della nostra società. Penso alla fine di aver ottenuto il libro che volevo e spero che piacerà anche a voi.  

Hai dei riti che stimolano la tua creatività?
Io scrivo molto con la luce naturale, ad esempio d’estate, perché le giornate sono lunghe e piene di luce, preferibilmente di mattina. "Il salice di Luca" l’ho elaborato in due lunghe estati, e la calura sotto il salice come Luca, l’ho provata anche io, a mio modo. 

Hai dei riti che ti aiutano a scrivere? Un posto particolare?
Prediligo il porticato di casa mia, dove mi concentro e trovo tranquillità. Non riesco a scrivere ovunque. Il contesto collinare in cui vivo, ha sempre favorito la mia attività di concentrazione e di riflessione. 

Progetti futuri? C’è un altro genere che vorresti scrivere?
Continuerò a scrivere i miei racconti sociali e storico –culturali, partecipando ai vari concorsi letterari. La narrativa generale è il mio genere: non ho scelto un genere che va per la maggiore, rispetto ai crime, thriller, fantasy o dispotico. Ma potrei anche cambiare…

"Il salice di Luca": la trama

Luca, giovane senzatetto, vive sotto un vecchio salice lungo l'argine del fiume, accudito da Chiara, una volontaria. Indossa una maschera per camuffare le insicurezze e desidera solo di non essere giudicato, disprezzato od oggetto della compassione altrui. Una notte viene aggredito da due ragazzi ma per fortuna Francesco, ex di Chiara, lo salva. Il loro incontro sancisce una nuova amicizia ed è l'occasione per guardarsi nel profondo, mentre il salice diventa luogo d'ispirazione e di una serie di incontri e speranze tra personaggi dal destino incerto, tutti alla ricerca della propria strada.

L'autrice: Anna Tarantello

Anna Tarantello, padovana, vive a Moruzzo, in provincia di Udine. Sposata è madre di due figlie Alice e Maria. Laureata in Beni culturali è autrice di due romanzi, "La farfalla in rosa", Collana Le Fenici, Montag Editore, 2023. "Il salice di Luca", Collana le Fenici, Montag Editore, 2026.
Ha scritto racconti di narrativa sociali e storico-culturali, tutti pubblicati e alcuni anche premiati, presenti in totale ventuno antologie edite da Historica, Atile, Kubera e Rudis. 
Beta, correttrice, scrive recensioni.


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