Un'esperienza terribile, raccontata senza edulcorazioni, che arriva a noi come un pugno allo stomaco. Lo dico qui, fin dalle prime righe: leggetelo. Perché di violenza sulle donne se ne parla in termini numerici e attraverso slogan (a volte, uscite infelici o discutibili strumentalizzazioni) che però non rendono la portata del dolore affrontato da chi subisce realmente un evento di tale portata. L'autrice è anche la vittima, aspetto che sconvolge: Alice Sebold, nota per lo struggente "Amabili resti", dà alle stampe "Lucky" (Edizioni e/o), in cui racconta il suo stupro, dando voce ad altre vittime silenti. E qui, la scrittura ha un ruolo centrale, salvifico oserei dire. Leggi la recensione che è anche una riflessione.
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martedì 6 luglio 2021
giovedì 6 luglio 2017
"L'eleganza del riccio" ovvero il silenzio di mondi incantati
Ci sono persone che non fanno rumore. Vivono una vita apparentemente mediocre. Devono recitare una parte per una mera questione di obblighi sociali. Sono ignorate, bistrattate da gruppi che si elevano fermandosi all'apparenza.
L'eleganza del riccio, romanzo di Muriel Barbery edito da e/o, racconta di queste persone. Si tratta di un romanzo in cui mi sono ritrovata. Non tanto per le doti o per l'intelligenza dei personaggi che si rinchiudono nel loro bozzolo, quanto per i silenzi che conosco, per quell'obbligo di tacere perché in fondo, "non sei nessuno". Ti senti avvolto nel mantello dell'invisibilità, rifiutando le prassi dei furbi che si elevano, dileggiandoti. Ogni riccio vuole farcela da solo, con il risultato che se ce la fa, non deve rendere favori grossi a qualcuno che, come lo ha messo lì, al primo colpo di vento può spazzarlo via.
L'eleganza del riccio, romanzo di Muriel Barbery edito da e/o, racconta di queste persone. Si tratta di un romanzo in cui mi sono ritrovata. Non tanto per le doti o per l'intelligenza dei personaggi che si rinchiudono nel loro bozzolo, quanto per i silenzi che conosco, per quell'obbligo di tacere perché in fondo, "non sei nessuno". Ti senti avvolto nel mantello dell'invisibilità, rifiutando le prassi dei furbi che si elevano, dileggiandoti. Ogni riccio vuole farcela da solo, con il risultato che se ce la fa, non deve rendere favori grossi a qualcuno che, come lo ha messo lì, al primo colpo di vento può spazzarlo via.
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