martedì 20 settembre 2022

"Progetto Mathilda" di Caterina Franciosi: fantascienza che incalza, in una Londra dark high-tech

Tutto può cambiare in un attimo: accade a Calvin Baker, taxista costretto a scontare la "pena del lavoro" a seguito della condanna riportata per aver commesso un crimine. L'incipit di "Progetto Mathilda" (Delos Digital - Dystopica) ci immette subito nella vicenda fatta di colpi di scena calati in uno scenario futuristico che ci riporta alle atmosfere cupe di "Blade Runner".
Leggi la recensione.

"Progetto Mathilda": la trama
In un mondo in cui le macchine svolgono quelle che erano le principali mansioni del genere umano, Calvin Baker è costretto a scontare una lunga pena come taxista: ha commesso un crimine ed è stato condannato dal Neoministero del Lavoro. Ma una notte Calvin carica a bordo una cliente potenzialmente pericolosa, una donna che non dovrebbe neppure esistere ma che, per uno strano scherzo del destino, cambierà per sempre la sua vita.

La recensione
L'incipit ci immette subito nel mood della narrazione, caricandoci di attese, nel mistero della donna che Calvin, il protagonista, carica sul taxi. Da qui si snoda una serie di vicende che portano a colpi di scena inattesi, nel quadro di una Londra del futuro, cupa e digitalizzata. Il rapporto uomo-macchina si pone al centro delle questione, tra etica e sperimentazione, portando a galla tensioni e interrogativi antichi.

La storia si carica di echi narrativi: Prometeo resta la figura di riferimento, riportandoci al Frankenstein che ha instillato in chiave scientifica i dubbi sulla possibilità dell'uomo di porsi come demiurgo, superando i limiti della natura. Natura che sembra far sempre pagare uno scotto, riappropriandosi dei propri spazi, in un modo o nell'altro. Sfida, presunzione o altro, per l'essere umano? 

Interessante il contesto sociale: quello che è sempre stato ritenuto un diritto - il lavoro - diventa una condanna, uno stigma che toglie ogni parvenza di dignità. Sembra che tutto sia rovesciato, diritti (e doveri) compresi. Resta però un senso di sospensione, qualcosa che sfugge, qualcosa che (forse) la tecnologia non potrà mai raggiungere.   

La penna di Caterina Franciosi è incisiva, scattante, ma non perde di vista la componente emotiva, connotandosi di una profonda inquietudine. Intesse una trama compiuta e avvincente, non scontata, né si perde in dettagli, ma ci restituisce una vicenda in cui gli echi letterari si miscelano allo stile contemporaneo. Si legge in un fiato e avvince dall'inizio alla fine.  

L'autrice: Caterina Franciosi
Caterina Franciosi è nata nel 1990 in una piccola cittadina della riviera romagnola al confine con le Marche. Ha frequentato il Liceo Classico e, successivamente, la facoltà di Lingue e Culture Straniere all’Università di Urbino. Nel 2018 ha aperto il blog Il Salotto Letterario che si occupa di interviste e recensioni. Collabora con diverse case editrici, siti web, gruppi Facebook e riviste, tra cui l’associazione culturale Italian Sword & Sorcery nella sezione racconti e il magazine Life Factory Magazine nella sezione recensioni e interviste.
A marzo 2020 ha pubblicato "La pioggia ricorda" per la collana Delos Passport, a luglio 2020 "Terra nova" per la collana Futuro Presente. A settembre 2020 è uscito Lottie nell’antologia "Argent de poche" edita da Electa Editore per l’Università IULM di Milano in collaborazione con Faber-Castell Italia.

Il racconto, in formato digitale, è acquistabile su tutti gli eStore.

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