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lunedì 16 novembre 2020

RIFLESSIONI: "La morte del pensiero critico, la propaganda e le brutte scritture: taci, critico (titolato), non sei un cazzo di nessuno"

"Chi cazzo sei?"
Insulti, offese, inutile appellarsi agli Antichi, alle fonti indiscutibili. 
"Se dici così sei razzista, fascista, blabla."
Volevamo levarci le etichette, le abbiamo moltiplicate e le usiamo con violenza per sminuire, umiliare chi è competente. E volevamo un mondo "meritocratico". 
"Chi cavolo sei?"
Già, me l'hanno detto più volte. Le parole hanno un peso, ma tra fare critica e offendere c'è differenza. E se tu poni una critica, ecco che vieni tempestato di offese (forse perché la cialtroneria rivelata non ha altri argomenti se non l'offesa e il vittimismo).