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martedì 20 gennaio 2026

Recensione. "Il recinto dei pazzi" di Luana Troncanetti: la follia è davvero dentro?

C'è un universo in questo romanzo. Un mondo in cui il "dentro" e il "fuori" sembrano confondersi, racchiudendo ossimori o rimandi speculari. Eppure questo dentro sembra rappresentare un discrimine inconfutabile, dove gli orrori si consumano, perpetrati da chi dovrebbe presentarsi come "normale" e le speranze si accendono nelle teste di chi è considerato "matto". E forse proprio la speranza, il desiderio di libertà rappresentano la vera follia, quella che va inibita e punita. Luana Troncanetti è autrice mirabile de "Il recinto dei pazzi" (‎Independently published), dando prova di un'abilità narrativa che va ben oltre il mestiere e aprendo spiragli cruciali di riflessione sul concetto di "normalità"
Cosa ci racconta? Scoprilo nella recensione.


 

lunedì 16 novembre 2020

RIFLESSIONI: "La morte del pensiero critico, la propaganda e le brutte scritture: taci, critico (titolato), non sei un cazzo di nessuno"

"Chi cazzo sei?"
Insulti, offese, inutile appellarsi agli Antichi, alle fonti indiscutibili. 
"Se dici così sei razzista, fascista, blabla."
Volevamo levarci le etichette, le abbiamo moltiplicate e le usiamo con violenza per sminuire, umiliare chi è competente. E volevamo un mondo "meritocratico". 
"Chi cavolo sei?"
Già, me l'hanno detto più volte. Le parole hanno un peso, ma tra fare critica e offendere c'è differenza. E se tu poni una critica, ecco che vieni tempestato di offese (forse perché la cialtroneria rivelata non ha altri argomenti se non l'offesa e il vittimismo).