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lunedì 21 novembre 2022

"Trappola d'ardesia" + "Fragile, maneggiare con cura": tra violenze, soprusi, stereotipi di genere e abusi narcisistici, la libertà passa prima di tutto attraverso il corpo

C'è un libro di Banana Yoshimoto che s'intitola "Il corpo sa tutto". Il corpo è il vero oggetto di repressione. Il corpo vituperato, costretto da canoni estetici e da prassi religiose. Il corpo martoriato, censurato, oggetto di vergogna. Il corpo, la cosa più naturale che abbiamo, diventa il vero campo di battaglia ideologico. E sappiamo quante gabbie possono creare le ideologie. L'amore può essere la chiave. Non quel meccanismo inteso come possesso e gioco di potere. L'amore come rispetto, attenzione, vita. L'amore come possibilità di esprimere la propria identità e sessualità. Un amore che Maddalena cerca, esattamente come Serena Balti, anche se in altra forma. Un amore che in "Trappola d'ardesia"  tutti cercano, come antidoto alla spirale di mistero e violenza da cui sono travolti, volenti o nolenti.    
A questo punto, le luci si spengono. Rosaria Munafò avanza sulla scena, recando una catena da cui pendono dei cartelli con alcune parole-chiave. "Amati", "Ribelle" e altri termini che rientrano nel vocabolario del libro e della performance Maneggiare con cura: "Fragile". 
Ecco il resoconto dell'evento dello scorso 9 novembre, realizzato all'Auditorium del Comune di San Felice s/P dall'Assessorato alla Cultura.

domenica 28 marzo 2021

Tutta colpa del ciclo... quando il tabù si distrae e dimentica che: "Posso essere chiunque, questa è la mia libertà"

"Ho le mie cose."
"Sai, sono quei giorni."
"Ho l'endometriosi." (E qui, ancora tanti chiedono: che cos'è?).
Ci giriamo intorno, tanto, troppo spesso, abbiamo paura (meglio, schifo?) di dire quella parola, se non con il ginecologo e le amiche. Mestruazioni. Esattamente come affermava Eve Ensler per la parola "vagina": la indichiamo in mille modi diversi, come a volerla nascondere. E in effetti, il ciclo è uno dei temi trattati nei monologhi. E in "Come sedurre le donne" si scrive: "il corpo delle donne sembra essere fatto per essere nascosto".
Eppure, dite quello che volete, ma mestruazione è un termine chiave, il vero nucleo attorno al quale si sono sviluppate tutte le questioni muliebri e su cui il "patriarcato" (attiviste dell'ultimo minuto che poi, paradossalmente celebrano la festa del papà, dopo essersi scagliate contro il patriarcato, che in Occidente è nettamente mutato, oltretutto) ha giocato le sue carte, consapevole della potenza femminile legata a un aspetto: il poter dare la vita, quella maternità tanto discussa, dal concetto sacrale arrivando alla più prosaica realtà del mondo del lavoro e del Welfare connesso, a sostegno delle madri lavoratrici.