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lunedì 22 gennaio 2024

Sibilla Aleramo: una donna di ieri, una donna di oggi e il coraggio del pensiero indipendente

Rileggere "Una donna" può far catapultare in un altro mondo: lo stile presenta degli arcaismi che lo legano alla narrativa ottocentesca. Retaggi inevitabili per chi, all'inizio del Novecento e senza essere dotato di una formazione accademica tout court, si cimenta a scrivere un'opera prima. Eppure, questa opera prima, pulsante di vita, provoca una rottura che è insieme sociale e letteraria. La parola, in un panorama dominato dalla visione maschile, è quella di una donna che si ribella. Una donna spezzata dagli eventi ma capace di costruire il proprio mondo attraverso una lotta personale. Il romanzo che ne nasce è un vero e proprio manifesto del femminismo, per l'Italia soprattutto, insieme a un esempio di letteratura che va ben oltre l'autobiografismo. L'operazione della memoria diventa quella dell'attualità e Sibilla Aleramo trasforma la sua stessa esistenza in un grande romanzo. Un romanzo di vita femminile, che sa essere critico con il femminismo, nella visione di una donna che esprime se stessa, anche nelle contraddizioni. 

lunedì 21 novembre 2022

"Trappola d'ardesia" + "Fragile, maneggiare con cura": tra violenze, soprusi, stereotipi di genere e abusi narcisistici, la libertà passa prima di tutto attraverso il corpo

C'è un libro di Banana Yoshimoto che s'intitola "Il corpo sa tutto". Il corpo è il vero oggetto di repressione. Il corpo vituperato, costretto da canoni estetici e da prassi religiose. Il corpo martoriato, censurato, oggetto di vergogna. Il corpo, la cosa più naturale che abbiamo, diventa il vero campo di battaglia ideologico. E sappiamo quante gabbie possono creare le ideologie. L'amore può essere la chiave. Non quel meccanismo inteso come possesso e gioco di potere. L'amore come rispetto, attenzione, vita. L'amore come possibilità di esprimere la propria identità e sessualità. Un amore che Maddalena cerca, esattamente come Serena Balti, anche se in altra forma. Un amore che in "Trappola d'ardesia"  tutti cercano, come antidoto alla spirale di mistero e violenza da cui sono travolti, volenti o nolenti.    
A questo punto, le luci si spengono. Rosaria Munafò avanza sulla scena, recando una catena da cui pendono dei cartelli con alcune parole-chiave. "Amati", "Ribelle" e altri termini che rientrano nel vocabolario del libro e della performance Maneggiare con cura: "Fragile". 
Ecco il resoconto dell'evento dello scorso 9 novembre, realizzato all'Auditorium del Comune di San Felice s/P dall'Assessorato alla Cultura.

venerdì 1 luglio 2022

Narrativa con tocchi fiabeschi: "Miralda" di Cristina Coari, per coltivare la consapevolezza al femminile, contro gli stereotipi (non solo di genere)

Non ci sono principi, né principesse, ma c'è un afflato fiabesco e lo scoprirsi attraverso elementi che portano alla consapevolezza. Mi stacco dalle produzione narrative di genere, per parlare di questo libro che per essere colto completamente va riletto più di una volta. Poi vi spiego perché, ma intanto ecco "Miralda" (Nepturanus - Collana Perle di Vetro) di Cristina Coari 

giovedì 3 marzo 2022

Sesso e casi editoriali: da De Sade a Lady Chatterley, la letteratura, l'emancipazione (vera e finta) e l'autobiografismo che seduce e illude i voyeur

Uno dei grandi scandali fu "Le 120 giornate di Sodoma" (1785) del Marchese De Sade: un romanzo che non spicca tanto per lo stile - in ragione della sua incompiutezza, ma è di certo ripetitivo, trucido e osceno nel vero senso della parola - quanto per i contenuti che esprimono la cosiddetta "filosofia del Boudoir". Uomini e donne sono uniti dalla perversione sessuale, sullo sfondo della misoginia che appartiene al contesto sociale vigente al secolo della narrazione. Nel tempo le opere che hanno fatto scandalo, creando punti di rottura rispetto al perbenismo, hanno messo in primo piano l'emancipazione femminile attraverso la sessualità. Di recente l'autobiografismo ha preso piede ed è finalizzato a dare una parvenza di realtà agli accadimenti erotici, per spingere i lettori a spiare dal buco della serratura, come facevano gli spettatori dei B-Movie scollacciati degli anni Settanta. Quindi si spaccia la vicenda erotica e la sottesa vena femminista (diciamolo pure) per lotta alla parità, quando la ragion d'essere è una sola: il voyeurismo, puntando al sesso e a una donna che combatte il patriarcato, in realtà sottomettendosi ( con influencer ben costruite ma che sono ben lontane dalla sessualità femminile di cui si fanno guru). Donne, di qualsiasi etichetta autoapplicata, ben lontane dal coraggio di Lady Chatterley o delle donne de "Il delta di Venere" di Anaïs Nin. Donne libere, oltretutto senza etichette.