Oggi vi propongo questo brano, già pubblicato ma riproposto.
Un monologo, ovvero un personaggio che dà voce ai propri pensieri, tra le tante modalità di scrittura.
Striscio su un pavimento spalmato di cera. Quello su cui sono scivolata. E ancora scivolo, scivolo, come scivola la sabbia dal pugno chiuso. Effetto effimero delle effemeridi. Che poi, non ho ancora capito cosa siano queste effemeridi. Hanno a che fare con il cielo, gli astri, lo zodiaco.
Azzurro. Questo pavimento è azzurro, e io sto camminando sopra al cielo. Al cielo, mi capisci?
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domenica 11 dicembre 2022
domenica 23 ottobre 2016
L'ultimo passo - La scelta di Elena
Elena dove vai?
Elena cosa fai?
Aspetta.
Le voci. Rimbalzano sulle pareti vuote della mia testa mentre aspetto la metro.
Ho in mano la valigia, non so per quale ragione sto scappando dalla soglia che mi avrebbe permesso di arrivare al successo.
Mi sarebbe bastato varcarla con un sì, stringendo la mano di Massimo.
Era un sì. E io, invece...
Elena cosa fai?
Aspetta.
Le voci. Rimbalzano sulle pareti vuote della mia testa mentre aspetto la metro.
Ho in mano la valigia, non so per quale ragione sto scappando dalla soglia che mi avrebbe permesso di arrivare al successo.
Mi sarebbe bastato varcarla con un sì, stringendo la mano di Massimo.
Era un sì. E io, invece...
martedì 9 febbraio 2016
Farse e riprese
Torna in te Elena!
Su, muoviti... no, adesso, non esagerare!
A bruciapelo, carico verso Giovanni. Gli prendo il borsello, rovisto tra le cose e lo trovo.
Il tesserino. Glielo lancio, lui lo prende al volo.
"Bella farsa davvero. E tutto per non farmi sentire una di quelle cose che schiacci."
Infilo il giubbotto, la rabbia in corpo, l'attenzione all'uscio.
Voglio scappare. Di nuovo. O forse no.
Su, muoviti... no, adesso, non esagerare!
A bruciapelo, carico verso Giovanni. Gli prendo il borsello, rovisto tra le cose e lo trovo.
Il tesserino. Glielo lancio, lui lo prende al volo.
"Bella farsa davvero. E tutto per non farmi sentire una di quelle cose che schiacci."
Infilo il giubbotto, la rabbia in corpo, l'attenzione all'uscio.
Voglio scappare. Di nuovo. O forse no.
sabato 29 agosto 2015
29 Agosto
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| Foto originale by Roberta |
Tac.
Il sottile strato di polvere che ricopre il ripiano, quasi vuoto, non istiga le mie manie igieniste. Questo perché il mio corpo è saturo di pace e la mia anima un ponte iridato su cui passeggiano le emozioni.
Lo sguardo corre al calendario seguendo la scia di un ricordo.
29 agosto.
Mi sollevo sul busto facendo leva sui gomiti.
Tic Tac.
In due Tic Tac sono seduta tra fiori stampati stropicciati, a osservare il poster appeso di fronte a me. La scritta BAD sembra tracciata da una bomboletta per descrivere l'espressione dell'uomo che camminava a ritroso.
Sì l'uomo che camminava a ritroso, come diceva la Proffa di Lettere delle Medie.
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