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domenica 18 dicembre 2022

Nobody's Diary : scritture creative

Mi fermo alla pagina in cui ho raccolto un pezzo di determinazione. Io alla spillatrice, Simone che si fa avanti, la certezza che gli sarei cascata tra le labbra e le gambe, stampata in faccia.Io: No.
Lui: basito.
No. Il primo no della sua vita. Il primo no della mia.
E adesso... Volto la pagina del libro che mi racconta del maledetto residuo. Nel cuore. Io lo sento in testa e nella pancia. Pure.
Una lacrima mi bagna ciglia e guancia, mentre un motivo entra in testa insieme alle parole di Simone, alle immagini della giornata trascorsa a pensare. E intanto Nobody's Diary mi canta in testa e io piango e poi rido e poi sogno e mi faccio schifo e non mi schifa Lubiana. E Yazoo mi canta in testa così...

domenica 18 aprile 2021

Déjà vu

Naviglio. Ci fermiamo al centro del ponte di ferro. "Giovanni, dai, raccontamela."
"Proprio stasera?"
Io sorrido ma senza la luce della luna lui intravede soltanto il movimento delle labbra. Percepisce il mio desiderio, è palpabile anche nel flusso delle persone che ci passano accanto,.
"Qua a Milano, anche la fretta fa l'happy-hour."
Mi strappa una risata, spenta soltanto dal suo tocco sulla mia mano. Lascio che la prenda nella sua, tremante.
Siamo vicini, come quel giorno.
"Raccontami la storia del Coniglio della Luna."
"Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo. A quando..."
Poso un dito sulle labbra.
"Giovanni, per favore. Raccontamela. Come fai tu di solito."
"Non sono il tipo del film Casablanca e non la suono ancora. Te la racconto. Di nuovo. Non ancora."

mercoledì 25 novembre 2020

Fratture e altre violenze in una notte di fine novembre

Simone
"Elena non gli apparteneva.
Elena non sarebbe stata la sua bambola del sabato sera.
Spense la sigaretta con il tacco della scarpa.
Elena era una donna.
Il maltempo si stava avvicinando, lampeggiando elettricità. Invece di raggiungere gli amici per la cena in pizzeria, Simone tornò a casa.
Doveva affrontare il silenzio assordante che da troppo tempo aveva ottenebrato la percezione dei suoi sentimenti. Doveva fare pace con se stesso."



sabato 25 marzo 2017

Se una mattina di marzo...

Se una mattina di marzo, ti trovi in un paesino chiamato Concordia (sulla Secchia, sì il nome del fiume è femminile!) e vai al Bar Marconi... ecco che il sorriso di Samantha ti contagia.
In un ambiente luminoso, tra un estratto bio (delizioso) e una chiacchierata, sbucano anche le copertine de Il maledetto residuo nel cuore.
Ebbene, l'impiastro ritorna, ogni tanto, dopo le performance, le letture pubbliche, le presentazioni. Attendo i fischi, gli haters... prego, grazie, io vado avanti. Concedetemi l'ironia!
Con me ci sono Lubiana, Elena... oh, insomma ormai dovreste conoscere i loro nomi, altrimenti, leggete il libro!
Non sapete come? Amazon, prenotazione in libreria, oppure contattandomi!
Ma torniamo a noi!
Nell'attesa di una prossima presentazione (e qua non svelo date, ma state con naso e orecchie dritti!), del romanzo in uscita nei prossimi mesi, ecco alcuni scatti con cover e sorrisi!

domenica 23 ottobre 2016

L'ultimo passo - La scelta di Elena

Elena dove vai?
Elena cosa fai?
Aspetta.
Le voci. Rimbalzano sulle pareti vuote della mia testa mentre aspetto la metro.
Ho in mano la valigia, non so per quale ragione sto scappando dalla soglia che mi avrebbe permesso di arrivare al successo.
Mi sarebbe bastato varcarla con un sì, stringendo la mano di Massimo.
Era un sì. E io, invece...


sabato 24 settembre 2016

Parole a passo di Beat

"Elena, sei pronta?"
Massimo alza la testa dagli sghiribizzi che continua a tracciare su un foglio.
"Che cosa proponi?"
Nervi tesi, muscoli guizzanti, sguardi intersecanti.
Sono passati cinque minuti ma è come se fossero passati secoli. E in quei secoli si sono proiettati i fotogrammi del mio passato. Sbronze, baci, passi insegnata alla Preside, la punizione summa per chi cerca ritmo e trova opposti capricci spolverati di gesso e pignoleria.
Al termine dei secoli, le parole arrivano.
"Parole a passo di Beat."

lunedì 22 agosto 2016

Insegnami i passi - Simone sotto la pioggia

Sarei una versione danzereccia di Amleto. Forse non mi chiamerei Amleto, non darei senso alla mia vita se non attraverso un movimento, non mi perderei nei dilemmi Essere o... e non guarderei scheletri macilenti e gli zombie incollati al mio culo.
Quello che mi morde ha un nome.
"Insegnami a ballare."

giovedì 21 luglio 2016

Copioni e altre magie

Tutto ebbe inizio da una sera... no, non voglio essere banale, il caro vecchio incipit sulla tempestosità mi riguarda soltanto se si tratta del cuore.
Il mio cuore è in tempesta e i miei pensieri sono la sabbia scagliata a tutta velocità da un vento imbufalito.
Sembrano passati secoli, in realtà sono passati pochi anni da quegli sproloqui dettati dall'irragionevolezza dell'amore.
"Fammi vedere quello che sai fare."

domenica 19 giugno 2016

The Fame is coming - Verso il successo

La ragazzina con gli occhi grandi dietro le lenti mi abbraccia. Ha le lacrime agli occhi, non so se per l'emozione o se per le parole che le ho appena sussurrato.
"Sei brava. Studia danza, impegnati e diventerai brava. Più di me."
"Elena?"
Mi stacco lentamente dalla piccola, richiamata alla realtà da Lubiana.
A vedere l'orologio, mi prende un colpo. Sono quasi le tre e ancora mi sento addosso occhi e schermi.

venerdì 10 giugno 2016

Ognuno di noi ha bisogno di sogni

Lo diceva Warhol. Quella frase dei quindici minuti di notorietà. Forse sono un po' di più. O forse hanno la durata di un fulmine durante un temporale. E il resto è pioggia e gelo che entra nelle ossa.
Sorrido di un sorriso posticcio. Mi lascio spupazzare dalle ragazzine. Torno ragazzina mentre per ragazzine sono una star.
Una star? Rido al solo pensarci.



domenica 5 giugno 2016

Elena virale: la Ragazza della Metro accanto

Osservo la replica del balletto che in altre occasioni avrei fatto soltanto in un posto. Nella mia camera, dentro a un armadio sigillato.
No. Impossibile. E' tutto un sogno e presto qualcuno mi lancerà uova e pomodorini marci direttamente in bocca.
"Elena" Lubiana mi prende per un braccio e mi scuote manco fossi Annabelle di pezza "Guarda la tivù!"
Un'occhiata scettica.
"Bah, è il solito tipo del telegiornale."
Dal volto compassato del conduttore brizzolato, l'obiettivo passa e si stringe sul movimento serpentino di due braccia.  L'obiettivo si allarga sul mio volto.


giovedì 2 giugno 2016

Applausi da YouTube

Un flash tira l'altro, dicono. E io non so più dove sono.
Ho volato per troppo tempo e ora sono una statua in posizione plastica.
Le persone mi puntano degli schermi, alcuni applaudono, altri risolvono tutto con un Brava che mi arriva addosso come una sorpresa inattesa.
Qualcuno mi prende per la manica e mi trascina via, verso l'ascensore, dal buio alla luce.

mercoledì 18 maggio 2016

Tacco-punta-punta-tacco

Un altro convoglio passa, sollevando una consistente massa d'aria. Mi lascia tra i capelli un'impronta di gelo, come la pressione di uno schiaffo sulla pelle.
Un altro schiaffo, anche se Lubiana non ha aggiunto altro.
Lei è immobile davanti a me. Splende come la diva photoshoppata di un poster patinato. Io invece sono la Cenerentola dei Noantri, la stella scialba risucchiata continuamente dai buchi neri della disistima.


sabato 30 aprile 2016

Lo schiaffo di Lubiana

"Io almeno ho il coraggio di inseguire i miei sogni."
Le parole di Lubiana mi arrivano come una serie di schiaffi che percuotono la linea di demarcazione tesa tra coscienza e ambizione.
Arretro, volgo le spalle a Lubiana. Qualcosa mi colpisce costringendomi a volgermi di nuovo. La rivista è a terra. L'arrivo di un convoglio provoca uno spostamento d'aria tra le pagine e il caso ferma all'intervista famigerata.


venerdì 29 aprile 2016

Metro-confusion

Non so chi sono, non so dove sono. Cioè, so di essere sulla M2, alla fermata di Crescenzago, e non ho intenzione di fermarmi.
A Cimiano salgono alcuni ragazzi con lo zaino in spalla e i cappellini con le visiere rovesciati. Una ragazza con i capelli biondi, lunghi fino alla cintola, si siede. Estrae dalla borsetta una trousse e uno specchietto.
Altre fermate: Udine (ombretto), Lambrate (ombretto), Piola (rossetto), Loreto (rossetto). La ragazza mette via tutto a Caiazzo, si alza e sparisce a Centrale.
Io, invece, resto immobile. Lascio che il treno corra sui binari come le immagini del film della mia vita, fino a Porta Genova.


lunedì 25 aprile 2016

Inganni e bugie

Una volta uscite dal bar, affondiamo nel verde bagnato del parco. Nella cornice di palazzi spennellati dallo smog, mi lascio toccare dalle estremità dei cespugli gocciolanti.
Le ragazze che mi precedono, si fermano davanti a una panchina, impraticabile.
Carmen mi sfiora con le sue unghie smaltate.
"Lo sai quello che ha fatto?"
Mi prende una ciocca annodata e la scioglie delicatamente.

domenica 24 aprile 2016

Carmen: il sole negli occhi di Giulia

"Fate largo!"
Mi faccio spazio con i gomiti e le parole per raggiungere Giulia, esanime sul pavimento. Le abbasso la zip, le allento l'allacciatura dei jeans, prendo una sedia e a vi appoggio le gambe sopra.
"State indietro"
Una donna sulla trentina con gli occhi sottolineati dalla matita nera e le labbra rosso fuoco spinge il drappello lontano.


domenica 10 aprile 2016

"Arcane Rain"

Giulia scatta sulla sedia. Nella cornice dei miei pensieri si insinuano i germi di un ennesimo sospetto, mentre il cellulare squittisce note sgangherate.

sabato 2 aprile 2016

Bellissima

La pioggia non smette di cadere nemmeno quando chiudo a chiave i miei turbamenti.
Gli occhi di Giulia, liberi dal trucco e dai silenzi imposti, spazzano via le mie resistenze.
Di lei ricordo solo le forchettate al tagliere dei salumi, il brindisi e il sorriso da incanto. I capelli ricci raccolti sulla testa, il viso perfetto con il naso dalle narici sottili, gli zigomi alti, le labbra definite senza il rossetto.


mercoledì 16 marzo 2016

Pit-Stop - Riassunto delle Puntate Precedenti

Cosa è accaduto?

Mi fermo per un attimo. Sono partita per Milano in un giorno di fine estate, sperando di riappropriarmi del mio passato.
Ho ripreso ad allenarmi affrontato il provino che è stato un fallimento, ho conosciuto il famigerato "art-director", ho capito che i sogni non bastano mai.